Resilienza

“Resilienza” racconta metaforicamente un itinerario creativo nel quale propongo una riflessione che, da sempre, caratterizza la mia ricerca artistica: il conflitto, l’incontro, il dialogo tra uomo e natura. I 18 dipinti, potenziati dalla particolare tassellatura richiesta, compongono un mosaico nel mosaico, un ideale selciato nel quale la traccia del tempo ha lasciato segni evidenti tra le pietre scheggiate. La struttura dei sampietrini, la tradizionale pavimentazione romana , evoca il faticoso lavoro umano e un antico artigianato nel quale leggere in trasparenza l’identità di un intero popolo. Il respiro della storia, di cui sono intrise le pietre , rappresenta per me il senso dell’esistenza umana che sopravvive a se stessa nei millenni, traccia del passaggio dei singoli di cui , altrimenti, si sarebbe completamente persa memoria. Antichi popoli che hanno calpestato quelle pietre scatenando conflitti e trovando accordi, hanno lasciato a noi l’ombra di quel passaggio sulle strade percorse. Così, allo stesso tempo, la natura, che precede la nostra esistenza e che la segue, superando i confini del tempo, esprime, nel suo perenne rigenerarsi, l’idea dell’ infinito. Natura e cultura non sono in conflitto , nonostante ingaggino da sempre una competizione per la vita. Nel terreno arido che l’uomo ha piegato alle sue esigenze rinasce sempre il nuovo germoglio che trova spazio tra le pietre e, con il tempo, produce fiori e frutti. Così anche l’opera, prodotto del lavoro umano, acquisisce una nuova vita raccontando se stessa attraverso il costante adattamento alle sollecitazioni del contesto. Resilienza, dunque , come espressione di un sistema nell’ adattarsi al cambiamento, come espressione di perenne rinascita , “…che non c’è mai disperazione senza un po’ di speranza” ( Pasolini ,1959).