Cos’è la Biennale d’Arte Contemporanea Città di Latina

La BIENNALE DI ARTE CONTEMPORANEA CITTA’ DI LATINA

Nasce da un’idea dell’artista Giuliana BOCCONCELLO per celebrare la data di fondazione della Città di Latina. La manifestazione vuole offrire una nuova opportunità per valorizzare e promuovere l’arte e la cultura contemporanea in tutte le sue espressioni proprio a Latina – città del Novecento – che nella contemporaneità ha un suo tratto distintivo fin dalla sua progettazione: dall’urbanistica al tessuto urbano, dall’architettura residenziale ai suoi monumenti storici.

Concept

La Prima Edizione, dicembre 2010, svoltasi nei locali dell’ex Garage Ruspi ha determinato alcune delle caratteristiche che sono divenute i principi fondanti e distintivi della manifestazione.

La ricorrenza del 18 dicembre. Durante il periodo dell’esposizione, La data del compleanno di Latina, segna il momento in cui avviene la consegna dei premi agli artisti vincitori del Premio Sergio Ban.

L’allestimento

L’esposizione è esclusivamente dedicata alle opere degli artisti selezionati per la Biennale. Le opere sono presentate in un’unica installazione collettiva sul pavimento. Un grande “tappeto contemporaneo” che potrà essere visitato dal pubblico nel corso della mostra.

Il concept espositivo è la realizzazione di un sentiero, ricco di colori, emozioni, entusiasmi, da percorrere senza una meta precisa ma con autentico spirito di avventura, senza aspettative che non siano la mera curiosità, scevra da stereotipie e pregiudizi. Un sentiero che idealmente porti e conduca chi lo percorre verso un futuro migliore, fatto di solidarietà, aiuto, condivisione, dialogo e partecipazione, valori imprescindibili per una società contemporanea. Oltre all’idea del sentiero, le opere disposte a terra ci hanno fatto venire in mente l’immagine di un tappeto, una sorta di patchwork nato dalla collaborazione di tutti gli artisti che ogni anno partecipano così numerosi alla Biennale. Il sentiero si percorre ma il tappeto, quello che noi stiamo sognando, vola. Un tappeto dunque che, rispetto al sentiero, potrà essere non solo visitato, attraversato, abitato fisicamente dai visitatori ma soprattutto sia in grado di trasportare la città di Latina in una nuova dimensione artistica e contemporanea, in cui le differenze sono valori e le diversità qualità uniche, preziose, inestimabili.

Invitare il pubblico a prestare attenzione a non calpestare le opere fa parte del senso di questa Biennale. E’ come fare una passeggiata su un prato: i fiori puoi strapparli e calpestarli senza nemmeno accorgertene, oppure lasciarli semplicemente lì dove sono osservandoli con la massima cura per sentirne il profumo, ammirarne i colori, percepirne il tremolio. Il rispetto per l’altro, che sia più piccolo, più debole, più fragile o semplicemente diverso porta all’indifferenza,al distacco, all’egoismo, alla chiusura.

Nelle intenzioni dell’organizzazione, la gigantesca installazione deve essere concepita come un’opera unica, nata dall’idea che l’unione faccia la forza. Pur salvaguardando l’individualità e la peculiarità di ciascun artista, per questa mostra chiediamo di spingere tutti insieme in una direzione che è quella di un’arte libera, forte, autentica, determinata a cambiare le cose. Non è più tempo di dormire ma di restare svegli. Tutte le opere realizzate dagli artisti hanno lo stesso formato 15x15cm per qualsiasi espressione artistica.

Lo scambio

L’elemento essenziale dell’evento è L’ARTE DELLO SCAMBIO, gli artisti infatti si scambiano tra loro alcune delle opere in mostra. Questo vuole focalizzare l’attenzione sulla riscoperta del valore del dono inteso come ciò che si dà all’altro in modo autentico, incondizionato, senza pretendere nulla in cambio, come un atto d’offerta senza prezzo. In questa speciale occasione il dono assume un ruolo importante, diventa un’occasione di partecipazione viva e non solo un semplice gesto di beneficenza. L’idea portante è far si che l’iniziativa inneschi la scintilla, stimoli le energie creative, diventi il motore di azioni e comportamenti in favore della collettività e dunque della città, recuperando quel significato antico, pacifico e simbolico proprio dell’arte dello scambio

Il dono implica una forte dose di libertà. È vero che cortesia vuole che il dono venga restituito ma i modi e tempi non sono rigidi e in ogni caso si tratta di un obbligo morale, non perseguibile per legge. Il valore del dono sta nell’assenza di garanzie per il donatore. Un’assenza che presuppone una grande fiducia negli altri. Marcel Mauss sosteneva che il “dono” fosse un fatto sociale totale, costruito sul meccanismo del dare-ricevere-scambiare e basato sull’assenza di garanzia per il donatore: un atto, quindi, di totale fiducia nell’altro. Con la scelta del dono, invitiamo gli artisti ad immaginare un altro tipo di economia, fondata proprio sulla dinamica del dono, che ridisegni i rapporti sociali all’insegna dell’autenticità e della solidarietà. L’arte è anche questo.

L’Art Box

Il singolare catalogo che accompagna la mostra, raccoglie come in una scatola, in tante piccole cartoline, le opere di tutti gli artisti partecipanti. Esprimersi, in ogni forma, significa riempire il mondo di un pezzettino di noi.

Bello o brutto, buono o cattivo, giallo verde rosso o blu, suonato, raccontato, scarabocchiato, urlato, ogni segno lasciato fa di questo mondo una grandissima scatola piena di quello che siamo. Di quello che vorremmo essere o di quello che sogniamo. Di quello che perdiamo o di cui ci dimentichiamo, che verrà scovato o che sarà abbandonato, contenitore a cielo aperto di memorie quotidiane che ci circondano, che lo vogliate o no.

La Biennale d’Arte Contemporanea di Latina è una scatola più piccina all’interno di questo scatolone che ci circonda. Edizione dopo edizione, non smette di raccogliere tutti i pezzettini

disseminati dagli artisti che decidono di utilizzarla per continuare a coltivare il mondo con l’arte, i colori, le parole, la musica, la terra.

Così, come in ogni baule di ogni soffitta che si rispetti, abbiamo deciso di nasconderci dentro uno scrigno, una piccola scatolina che potesse ospitare pezzettini di queste memorie artistiche, un’ArtBox colma di questi reperti da vivere, come album di testimonianze di tutti i partecipanti.

Un catalogo da aprire e svuotare sul letto lasciando spazio allo stupore, alla curiosità, alle decine di cartoline/segni che vi sono contenute, da attaccare al frigorifero o da usare come segnalibri o semplicemente da scoprire. Ogni anno un’ArtBox nuova per custodire le tracce di un’avventura condivisa tra gli artisti e gli ospiti della Biennale, una mappa del tesoro che abbiamo in fondo già conquistato.

Obiettivi

Fin dalla sua prima edizione, la BIENNALE è stata concepita come un luogo comune, aperto e partecipato dove l’arte penetra nella collettività integrandosi ed elimina ogni differenza. Il principio della Biennale è riflettere sul significato dei termini DIVERSITA’, INTEGRAZIONE, SOLIDARIETA’ rileggendoli in chiave nuova. Il diverso non è solo chi ha un handicap o non fa parte di un gruppo consolidato, ma chi ha un’idea nuova, apparentemente folle, visionaria, straordinaria. L’integrazione non è solo fusione tra diversi gruppi etnici ma completamento, è ciò che colma, perfezionandola, una mancanza. La solidarietà è un termine assai concreto: non è solo fratellanza verso chi ha bisogno di aiuto perché debole o indifeso, ma adesione responsabile ad opinioni, idee, progetti anche forti e rischiosi.

Dopo il grande successo ottenuto nel 2010 con oltre 5000 visitatori, oggi l’obiettivo è sempre più rendere accessibile ogni forma di espressione artistica – dalla Pittura alla Scultura, dalla Fotografia alla Musica, dal Teatro alla Danza alla Scrittura, alla Ceramica e Vetro artistico, dal Mosaico alla Grafica, fino al Design e altre espressioni d’arte – coinvolgendo diversamente abili, anziani, persone provenienti da diverse etnie, persone in stato di detenzione, giovani e minorenni a rischio non inseriti nel mondo del lavoro, per favorirne l’integrazione.

Premio Biennale dedicato a SERGIO BAN

Parte integrante della Biennale è il PREMIO SERGIO BAN per gli artisti. Premio intitolato alla memoria di Sergio Ban, l’artista di Latina scomparso nel 2010 . Anche questa iniziativa si inserisce coerentemente nella direzione del dono, del dare senza ricevere, del diventare ognuno promotore dell’altro oltre che, nello specifico, di valorizzare ad un tempo i giovani talenti abili e diversamente abili da un parte e l’arte contemporanea dall’altra