Anche attraverso attività artistiche e culturali si può offrire un percorso di reinserimento sociale, all’interno di una visione che vede tutti coinvolti in prima persona, al di là delle differenze. Un tentativo,una spinta al recupero di ogni particella di potenzialità, di capacità, di possibilità di miglioramento, per ridare senso alla vita e futuro ad ogni soggetto, persona, cittadino.

Con l’obiettivo comune di promuovere percorsi che conducano all’abbattimento di pregiudizi e di barriere, da circa cinque anni l’associazione SOLIDARTE ha avviato, in collaborazione con i responsabili dell’Area Educativa e la Direzione della Casa Circondariale di Latina, un laboratorio artistico e artigianale nelle sezioni femminili e maschili del carcere, sotto la guida dell’artista Giuliana Bocconcello, affiancata dall’esperto di comunicazione Michele Catalano e il sostegno dei soci volontari dell’associazione.

Il progetto consiste in una serie d’incontri formativi, di teoria e pratica, nei quali si prendono in esame le varie tappe di sviluppo di un piano di comunicazione che sappia raccontare e valorizzare il lavoro artistici e di artigianato che vengono prodotti all’interno del carcere dai detenuti.

Il sostegno da parte di Solidarte è quello di fornire strumenti, idee, prove pratiche, per la realizzazione, la presentazione e la divulgazione dei manufatti che vengono realizzati.

In particolare nella sezione femminile del carcere si sono formati due gruppi ben distinti:

Il gruppo “Le donne di Via Aspromonte”, che partecipa con manufatti artistici e artigianali ad eventi culturali e di solidarietà, promossi nel territorio pontino e nelle province limitrofe. Realizza manufatti, gadget, in ceramica su commesse da Aziende private, Enti pubblici, in particolare dal Comune di Aprilia.

Il gruppo “P.I.G. Pellacce In Gioco” (già denominato “API”), realizza borse in tessuto e cuoio, quaderni e taccuini, interamente fatti a mano, ed esclusivamente con materiale di recupero.

Alucuni modelli realizzati dal gruppo P.I.G