baclatina edizione 2012

BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA
OTTANTA 80 ARTISTI X 80 ANNI – L’ARTE DELLO SCAMBIO
premio Sergio Ban II edizione
24 Novembre – 29 Dicembre 2012
spazio espositivo OFFICINA L.U.C.E – Laboratorio Urbano per la Creatività in Esposizione
Via Umberto I, n. 50 LATINA,

“LT 2012- COMUNICAZIONI URBANE”

Staff Biennale
Giuliana Bocconcello (presidente Solidarte), Rita Silano, Daniele Frisina, Serena Nogarotto, Michele Catalano, Marco Cappelletti, Silvia Sfrecola Romani, Nunzio Granato, Dafne Capuccio, Marianna Lanza, Patrizia Fiori, Francesca Tosi Coletta, Franca Cerroni, Fanny Piccolo, Angela Ramputi, Lia Mirabella.

Giuria esterna:
SILVIA SFRECOLA ROMANI critico e storico dell’arte, AZZURRA PIATTELLA critico e storico dell’arte, VINCENZO SCOZZARELLA critico e storico dell’arte, CRISTINA MANGIAPELO della Galleria Romberg, RITA SILANO vice presidente Solidarte, GIUSEPPE STEFANELLI artista, ALESSIA PASCIUTI imprenditrice.

Primo Premio Sergio Ban riservato ad un giovane e una giovane under 30 assegnato a :
FRANCESCO SCAPOLATEMPORE  con l’opera “Urban animals”
FEDERICA PALOMBO  con l’opera “Città parlante”

Premio Speciale Sergio Ban riservato a due artisti over 30 assegnato a:
ANDREA SOCRATI  con l’opera “Im-pervia communicatio”
FRANCESCO MIRABELLA – SIMONE IALONGO con l’opera “Scatola per lacrime”

Premio Sergio Ban diversamenteartisti riservato a due artisti senza limite di età assegnato a:
DIEGO ZENI con l’opera “Il riciclo”
LICEO ARTISTICO STATALE di LATINA Classe II A con l’opera “32 volti di città”

Premio Sergio Ban per l’integrazione assegnato a:
MARIA BAVARO con l’opera “People are strange”

Premio Sergio Ban per la Solidarietà assegnato a
GIOVANNA CAMPOLI con l’opera “Tracce di vita”

 

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“Il tema scelto per questa esposizione – vuole proporre una visione interessante, complessa e condivisa allo stesso tempo, del concetto di comunicazione urbana intesa in tutte le sue modalità di manifestazione: di linguaggio e di espressione. Scrive il curatore Silvia Sfrecola Romani “Esiste un linguaggio urbano? Della città? E dei suoi abitanti? Urbano vuol dire attinente alla urbs ovvero alla città ma significa anche (e soprattutto) civile, cortese, educato. In un momento come quello attuale, che la sigla LT2012 contestualizza e sintetizza in un hic et nunc che non lascia dubbi (LT sta per Latina e 2012 è l’anno che verrà), le forme, le configurazioni, le possibilità del linguaggio e dei linguaggi è quaestio capitale, soprattutto in città, dove vive ed ancora aspira a vivere la maggior parte della popolazione. Quali e quante sono le modalità di comunicazione “urbane” ovvero della e nella città? E’ancora possibile far coincidere il significato di urbano con quello di civile ed educato? Esiste una evoluzione? Quindi una comunicazione urbana “antica” ed una comunicazione urbana “contemporanea”? E come la mettiamo con Latina, città dalla storia decisamente sui generis che, come pochissime altre realtà italiane, non può vantare una chiesa romanica, né un centro storico medievale, una piazza rinascimentale, un altare barocco, una fontana neoclassica o un palazzo nobiliare ottocentesco? Come ed in che modo comunica o potrebbe/dovrebbe comunicare una città nata solo poco meno di 80 anni fa? Come si configura, in questo caso, la modalità del comunicare “urbano”? Sintetico, urlato, imponente, grandioso, accattivante, provocante, provocatorio, simbolico, iconografico, visionario, utopistico, politically correct, cartellonistico, allusivo, abusivo, autorizzato, graffito, griffato, proiettato, stampato, sprayato … ma, su tutto e prima di tutto, contemporaneo: a Latina non potrebbe essere altrimenti.”

Silvia Sfrecola Romani – curatore

ART-BOX

L’immagine e la Comunicazione ovvero “La scoperta del desiderio, caduto in seguito ad uno scontro universale”
Scrive Michele Catalano, art director: “Cade una stella, si esprime un desiderio … Spesso la stella assume forme diverse e il desiderio diventa consapevolezza. Recuperare dalla terra che ci accoglie i segni lasciati in eredità è quello che desidero. Riscoprire le forme che ci circondano facendole nostre, inventare nuove prospettive con cui guardare la città che ci racconta storie di tempi passati e ci ospita quando decidiamo di raccontarne di nuove o di sognarne alcune future. Un palcoscenico da calcare con la creatività degli occhi e la lungimiranza della mente, da colorare con le mani, modellare con i sensi o semplicemente da osservare aspettando che inizi la prossima storia. Latina è la nostra Cine-Città, uno spazio multiforme, bizzarro, futurista, una scenografia in cui possiamo raccontare e raccontarci. Basta scegliere la luce giusta, il mezzo appropriato, un inizio accattivante e il gioco è fatto, sempre che si abbia ancora la voglia di alzare il naso al cielo ed esprimere un desiderio per ogni stella che si para di fronte a noi. Questa è la mia stella, il mio desiderio, la mia voglia di raccontare una nuova storia, ma anche la scenografia che conterrà tutte le altre 80 storie di chi, come me, partendo dalla città ha deciso di scriverne, dipingerne, fotografarne, sognarne altre. Una Latina in miniatura dove, ad ogni angolo, resterete incantati da un racconto artistico, da un film su carta, da parole al vento, da comunicazioni urbane.”

Michele Catalano – art director